“ Un grazie che viene dal cuore ”
Grazie !
Grazie per aver condiviso le ansie e le difficoltà che tutti noi siamo stati e siamo sottoposti in questo periodo.
E’ proprio in questi momenti che apprezziamo ancora di più (senza retoriche) l’umanità che ognuno di noi mette a disposizione degli altri per star bene noi stessi e far star bene gli altri.
Le tante iniziative prese, in particolare dal gruppo
giovani, hanno dato a Lara la possibilità di scaricare
ansie, paure e disorientamento per il virus che ha messo a dura prova tutti noi !
Lara ha atteso e attende con gioia i momenti di collegamento in SKYPE, ha contribuito con entusiasmo ai tanti filmati (Pasqua,1° maggio……) costruiti e pubblicati sui social, ha partecipato con entusiasmo ed interesse ai rosari web in diretta e in differita.
Grazie per tutti questi aiuti ! Hanno contribuito a non sentirsi soli come famiglia.
Ci auguriamo che presto non solo virtualmente,
ma umanamente potremo riabbracciarsi!
La famiglia e Lara
Pisa, 19 maggio 2020
“ Unitalsi, un posto accogliente e dove stare bene” ”
Ho conosciuto l'U.N.I.T.A.L.S.I. nel 1996 tramite la mia padrona di casa che mi ha dato informazioni sul pellegrinaggio che l'Unitalsi faceva a Lourdes in Francia dove la Madonna era apparsa.
Grazie a questa esperienza ho conosciuto tante brave persone che mi hanno aiutato e fatto sentire sempre a mio agio e in allegria.
Infatti anche l'anno successivo sono ritornato a Lourdes e ho fatto anche altri pellegrinaggi a Loreto e
trascorso le vacanze estive insieme.
L'U.N.I.T.A.L.S.I. ( Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari internazionali )
nonostante sia un'associazione cattolica non è un posto dove si prega e basta ma un luogo dove si sta in compagnia facendo varie attività e organizzando cene
divertendoci tutti insieme.
Leandro
Pisa, 21 maggio 2020
“ Ecco cosa vuol dire offrirsi e aiutare l'altro
solo per il piacere di farlo" ”
Ciao a tutti,
è un piacere condividere con voi la mia esperienza sull'Unitalsi.
Avrei tante cose da raccontare, ma vi annoierei e quindi, giuro, sarò breve!
Ho conosciuto l'associazione tramite Valeria Mulas, decidendo così di svolgere il servizio civile nazionale.
Sono stata accolta calorosamente; ho conosciuto persone meravigliose che mi hanno fatto sentir parte della famiglia; ho vissuto nuove ed emozionanti esperienze, come il viaggio a Lourdes, che mi hanno dato la possibilità di capire cosa vuol dire, realmente, offrirsi e aiutare l'altro solo per il piacere di farlo.
Spero che questo periodo passi presto, però, anche se distanti siamo sempre uniti e questo è quello che conta.
Vi abbraccio tutti!
Jessica
Pisa, 22 maggio 2020
“ All’Unitalsi ho trovato un punto fermo
della mia vita” ”
Ciao,
vi vorrei raccontare la mia esperienza e testimonianza
dentro l’U.N.I.T.A.L.S.I.
Entrai in associazione nel giugno del 2012 grazie al servizio civile nazionale che mi era stato proposto da due volontari e miei amici: Giovanni Trombetta e Roberto Marcheschi.
Ero una ragazza timida, impacciata e mi sentii catapultata in una realtà che non ero pronta ad affrontare.
Grazie all’aiuto di Giovanni e Giulia, di Roberto e degli altri volontari, sono riuscita a superare questo ostacolo.
Alla fine del mio anno di servizio decisi di continuare come volontaria e di tutto quello che ho vissuto sono stata colpita di come non ci siano differenze tra volontari e ragazzi,
come se fosse una piccola famiglia; e a livello regionale come non ci siano differenze tra le varie sottosezioni.
E così presi l’impegno di continuare a frequentare per rivivere questa esperienza avendo a fianco anche Davide, che anno dopo anno, è diventato un punto fermo della mia vita.
Nel 2015 ebbi l’occasione di andare insieme a lui a Lourdes: un’esperienza che rifarei molto volentieri anche dopo essermi sposata.
Speriamo di rivederci presto e ritornare a fare due risate come prima.
Ciao e a presto.
Benedetta.
Pisa, 23 maggio 2020
" Unitalsi: accompagnare
ed essere accompagnati
lungo il percorso della vita"
Entrai in questo mondo quasi per caso, da un "vieni a trovarci"...
E' diventata famiglia, un sostegno reciproco nel bene e nel male, un gioire reciproco delle gioie,
un accompagnare ed essere accompagnati lungo il
percorso della vita.
L'Unitalsi, insomma, è un'esperienza da provare per capire fino in fondo cosa sia.
Francesco
Pisa, 30 maggio 2020
“ Un posto dove accoglienza, condivisione
e pazienza diventano concreti ”
Quando Elena ha iniziato a frequentare l'Unitalsi
pensavamo di aver trovato un posto dove farle passare qualche ora in compagnia.
Con il tempo ci siamo resi conto che era qualcosa di molto di più.
Entrare a far parte dell'Unitalsi significa entrare a far parte di una grande famiglia dove concetti astratti come Accoglienza, Condivisione, Pazienza diventano concreti e ti fanno sentire parte di qualcosa di bello e importante.
Anche in questo ultimo periodo così destabilizzante per i nostri figli, i collegamenti su Skype sono stati
l'unico contatto che hanno avuto all'infuori della
famiglia.
Per cui GRAZIE MILLE a tutti voi.
Elena B. e la sua famiglia
Pisa, 31 maggio 2020
" L’U.N.I.T.A.L.S.I. è anche mia!"
Inizialmente conoscevo soltanto i ragazzi della casa famiglia “Cassiopea”, ma poi un pomeriggio di maggio del 2015 mi sono finalmente sentita dire dalla mia mamma:
" Dai, andiamo alla sede dell'Unitalsi a vedere che cosa fanno!".
Era veramente tanto che ci volevo andare ed avevo fatto bene ad insistere con lei.
Ricordo che quel giorno, dopo essere stata accolta bene da tutte le persone in giardino e in special modo da Angela, volevo subito fare la tessera socio per iniziare a frequentare l’associazione a tempo pieno.
Questo periodo non è dei migliori ma negli ultimi anni ci sono stati tantissimi momenti emozionanti, a parte la quotidianità e tutte le attività nei pressi di Pisa, ho fatto il pellegrinaggio a Lourdes, Loreto giovani, Meeting giovani, udienza da Papa Francesco e poi i soggiorni estivi, gite all’Expo di Milano e all’Isola del Giglio.
Il mio ricordo più bello resta quello di aver ripreso a fare la comunione che ha dato il via ad una connessione più profonda con Dio.
Perciò grazie infinite a tutti voi per la disponibilità ma soprattutto grazie all’associazione per aver arricchito la mia vita.
E' stato un susseguirsi di grandi e bellissime emozioni che rimarranno per sempre nel mio cuore.
E’ stato un vero privilegio per me entrare a far parte dell’unitalsi e conoscere così tante persone sensibili e con tanto spirito di gruppo...
Spero davvero di rivedervi tutti al più presto!
Ania
Pisa, 3 giugno 2020
“ Gabriele ha trovato un punto fermo nella sua vita ”
Siamo i genitori di un ragazzo autistico di 31 anni.
Nel nostro percorso, quasi per caso, ci siamo imbattuti nell’U.N.I.T.A.L.S.I. di Pisa. E’ stato amore a prima vista. Nostro figlio Gabriele ha trovato un punto fermo nella sua vita, fatto di persone eccezionali, con una sensibilità, verso la disabilità, unica. Per Gabriele è irrinunciabile stare con Voi che siete diventati i suoi amici più cari.
Vi ringraziamo con tutto il cuore.
Luca e Renata, i genitori di Gabriele.
Pisa, 3 novembre 2020
“ Unitalsi = Fratellanza ”
Ciao, sono Davide e vi voglio raccontare la mia esperienza nell’ U.N.I.T.A.L.S.I..
Partiamo dalla sua storia…
Il suo acronimo significa Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali. Viene fondata nel 1903 da Giovan Battista Tomassi. Tomassi era un ragazzo di circa 20 anni e di cui gli ultimi 10 vissuti su una carrozzina. Non accettando la sua condizione decise di andare alla grotta di Lourdes e fare un gesto eclatante: spararsi se non avesse ricevuto il miracolo. Arrivato alla grotta vide l’amore, la gioia che i volontari avevano nei confronti degli ammalati che decise di non fare quello che aveva premeditato. Quando arrivarono alla stazione di Lourdes per rienttrare in Italia decise di dare la sua pistola al monsignor Radini Tedeschi che era il direttore spirituale del pellegrinaggio e al suo segretario don Angelo Roncalli (futuro Giovanni XXlll). In quel momento decise di fondare un’associazione che avesse come scopo principale quello di accompagnare gli ammalati proprio a Lourdes.
Nel 2003 facevo in parrocchia il percorso in preparazione alla Cresima e i nostri catechisti proposero a tutto il gruppo di partecipare ad un pellegrinaggio a Lourdes con l’Unitalsi. Con gioia partimmo. Il servizio che avevamo durante quella settimana era quello del refettorio e, durante gli altri momenti della giornata facevamo i servizi esterni come ad esempio il servizio acqua alle celebrazioni che si svolgevano alla grotta o in altre cappelle o chiese. Fu una esperienza molto bella che ricordo tutt’oggi e quando mi chiedono qualcosa riguardante i pellegrinaggi io dico sempre che è una esperienza da fare almeno una volta nella vita.
Nei due anni successivi sono stato poco presente ma poi iniziai a frequentare con più assiduità.
Oltre a fare i pellegrinaggi a Lourdes , a Loreto o in altri luoghi mariani l’Unitalsi ha una sede propria dove la vita associativa prosegue tutto l’anno con i ragazzi e le famiglie che lo desiderano.
Con i ragazzi e gli altri volontari siamo andati al cinema, al mare, ai musei cittadini, all’Expo di Milano nel 2015.. Si è creato un bel rapporto di amicizia e fratellanza.
Con i giovani di tutte le sottosezioni toscane sono state create occasioni di incontro durante l’anno: uno fisso a Loreto e uno itinerante nelle città toscane. Ho visto che ogni volta che ci incontravamo le differenze di età o provenienza scomparivano, c’è sempre molta armonia fra tutti .
L’unitalsi fa anche molte altre cose: ha il servizio civile dove i ragazzi dai i 18 e i 30 anni possono svolgerlo affiancati dai nostri volontari. Tra tutti coloro che si sono affacciati alla nostra associazione, ho conosciuto la mia ragazza.
E’ proprio bello vivere realtà come questa.
Davide
Pisa, 5 novembre 2020
“ Si è creato un legame indissolubile
tra cuore e Associazione ”
La mia esperienza all’Unitalsi inizia un pomeriggio di dieci anni fa, alla stazione dei treni. Ricordo di aver visto questo treno, diverso dagli altri, all’interno ragazzi e ragazze vestiti di blu, tutti sorridenti, ed in sottofondo un Ave Maria provenire da un vagone.
Dopo un primo momento di sconcerto, la curiosità. Scopro che mi trovavo di fronte al treno bianco che accompagna i malati a Lourdes. Inizio a documentarmi sull’Associazione e a frequentare la Sottosezione di Pescara, con i primi pellegrinaggi alla Santa Casa di Loreto. Arriva però il momento di partire per l’università, si va a Pisa.
L’Unitalsi mi manca, sento di aver lasciato una parte importante di me e di aver bisogno di tornare a coltivarla, la fede intrecciata alla speranza e alla carità.
Inizio a frequentare la sottosezione di Pisa e torno a sentirmi dentro a quella famiglia, a quel nucleo di persone che condividono con te la gioia del servizio.
Sono felice e dopo pochi anni mi viene offerta la possibilità di vivere l’esperienza meravigliosa del pellegrinaggio a Lourdes.
Le emozioni provate durante i numerosi pellegrinaggi che poi si sono seguiti hanno creato un legame indissolubile tra cuore e Associazione che non si reciderà mai, una fonte d’acqua viva a cui abbeverarsi per sempre per sentirsi costantemente vicini al
Signore ed alla sua Mamma.
Francesca P.
Pescara, 8 novembre 2020
“ Ho conosciuto l’Unitalsi e non è stato un caso ”
Ho conosciuto l’Unitalsi di Pisa a fine 2013. Ero una studentessa fuori sede dell’Università di Pisa e avevo deciso di voler fare il Servizio Civile; sfogliando tra tutte le associazioni e i bandi che mi potessero offrire un’esperienza il più affine possibile a ciò che cercavo trovai il progetto “In compagnia di un amico”.
L’avventura iniziò nel marzo del 2014 con tanta curiosità. Ho, ancora oggi, il ricordo dell’accoglienza amorevole da parte di tutti, la sensazione di sentirmi quasi come a casa in tutti i momenti di condivisione e la libertà di essere ed esprimere la mia persona in tutte le attività. In quell’anno ho imparato tanto e, soprattutto, ho ricevuto tanto più di quello che penso di aver dato, motivo per il quale ho deciso di restare come socia e volontaria e di continuare a vivere i miei amici e l’associazione.
Valeria
Cagliari, 14 novembre 2020
“ Giorno dopo giorno mi hanno fatto sentire
una persona migliore ”
Alla fine dei miei studi, a pochi esami dal traguardo cercavo una piccola occasione lavorativa che non interferisse con l'Università e quindi a gennaio del 2020 ho deciso di fare il servizio civile nella sede dell’Unitalsi di Pisa ( sotto consiglio della nostra Angela).
Mai scelta fu cosí azzeccata!
Fin dal primo momento mi sono trovato benissimo e soprattutto venivo trattato come se fossi lì da sempre anche se non conoscevo l’ambiente e l’associazione.
I ragazzi giorno dopo giorno mi hanno fatto sentire una persona migliore e tutti , con una parola o con uno sguardo, mi danno qualcosa che arricchisce giornalmente la mia vita. Spero anche io nel mio piccolo di aver contribuito alla loro felicità con i miei giochi, i miei quiz o le mie attività online e anche se a breve finirà il mio percorso ( meglio non pensarci altrimenti iniziano i lacrimoni) conto di poter far parte di questa meravigliosa associazione in futuro che ormai non è solo un luogo di ritrovo, di spensieratezza e di crescita ma una vera e propria FAMIGLIA.
Giuseppe
Pisa, 14 novembre 2020
“ All’Unitalsi ho imparato a sentirmi felice ”
Ho conosciuto la realtà dell'Unitalsi negli anni dell'Università a Pisa ed è stata una delle esperienze più formative del mio intero percorso. Ho fatto esperienza dei pomeriggi in sede e tra un canto ed un gioco, ho iniziato a conoscere i ragazzi e i volontari che compongono la grande famiglia dell'Unitalsi. È stato soprattutto divertirsi insieme che mi ha permesso di creare delle vere e proprie amicizie e di sentirmi accolta come se facessi parte da tempo della loro storia di lunga data. Ho iniziato a frequentare questa associazione perché volevo dare una mano, come potevo, a qualcuno.. e invece è andata a finire che sono stati i ragazzi ad aiutare me a sentirmi felice, ad insegnarmi la leggerezza delle piccole cose e la delicatezza di alcuni piccoli gesti. Sono stati per me una risorsa e una scoperta, così come il resto dei volontari che hanno saputo insegnarmi come fratelli maggiori quello che non sapevo ancora fare. Ringrazio ciascuno dal profondo del cuore per i nostri pomeriggi insieme, per la prima trasferta a Grosseto, per il fine settimana a Loreto, per i balli dell'ultima festa. Ringrazio tutti per i momenti bellissimi trascorsi insieme ed auguro a chiunque prima o poi di provare questa esperienza che rimane
indelebile.
Beatrice
Ginevra, 14 novembre 2020
“ Unitalsi: una famiglia che ti accompagna
nel pellegrinaggio della vita”
”
Conoscevo l’Unitalsi come “quelli dei treni bianchi”,
sapevo dei pellegrinaggi a Lourdes, vedevo alle processioni cittadine uomini in cravatta e donne “vestite da suore” che accompagnavano i nostri amici “diversamente uguali”.
Devo ammettere che anche se non mi ero mai avvicinato all’associazione tutto questo mi provocava una certa curiosità.
Quando un mio compagno di classe, ogni anno faceva una settimana di assenza per partire in pellegrinaggio con l’Unitalsi pensavo: piacerebbe anche a me.
Tuttavia sono passati gli anni e come tutte le buone intenzioni anche queste sono finite nel cassetto.
Dopo diversi anni che ormai ero a Pisa, da studente fuori sede ma ormai adottato da questa città, parlando con un mio amico che frequenta l’associazione ho espresso il desiderio di avvicinarmi a questa realtà.
Ho trovato fin da subito un gruppo di persone speciali che mi ha fatto sentire a casa, come in famiglia vivendo insieme il pellegrinaggio della vita.
Luca
Pisa, 15 novembre 2020
“ La nostra testimonianza ”
Ciao a tutti,
siamo Giovanni e Giulia e vorremmo condividere con voi la nostra esperienza all'interno dell'Unitalsi.
E' iniziato nel lontano 2003 con il nostro primo
pellegrinaggio a Lourdes.
Giovanni: Premetto che quando partii per il pellegrinaggio non ero così vicino alla fede, ma mi dissi che
poteva essere una bella esperienza. Devo dire che feci bene, perché mi cambiò letteralmente, sentii che qualcosa stava nascendo nel mio cuore, essere d'aiuto a
persone che come me avevano solo bisogno di trovare
il vero senso della vita; naturalmente tutto questo è stato possibile anche grazie agli amici che erano lì con me. Ho capito che andando in pellegrinaggio non ci si deve aspettare il miracolo che vorremmo ricevere, ma al ritorno ci rendiamo conto che il miracolo c'è stato, non era quello che ci aspettavamo ma quello di cui
avevamo bisogno. Il mio è stato il riavvicinamento alla fede ed essere tornato con nuovi amici.
Ah! dimenticavo....
tra gli amici c'era anche la mia futura moglie.
Giulia: Quando mi proposero di andare in pellegrinaggio a Lourdes avevo un po' di timore e pensavo di non essere all'altezza o abbastanza brava per prendermi cura e stare vicino a persone con delle difficoltà.
Una volta partita mi sono resa conto che da tutti ho
ricevuto molto di più, anche la consapevolezza che
anche io potevo donare una parte di me, che nonostante la mia insicurezza, c'erano persone che vedevano
oltre, vedevano il mio cuore. Sono stati giorni intensi ma pieni di gioia in cui mi sono sentita veramente amata e in cui sono riuscita anche a superare le mie paure. Dalle tante emozioni che ho provato al ritorno sono pure svenuta...
Dopo queste nostre singole esperienze vi volevamo dare anche una testimonianza vissuta insieme.
Nei vari pellegrinaggi e vita associativa nell'Unitalsi
ci siamo conosciuti, diventati amici, fidanzati e alla
fine sposati. In questi anni abbiamo continuato a
frequentare e vivere l'associazione nella quotidianità, sentendoci veramente parte di una grande famiglia. Questo ha fatto sì che continuassimo ad arricchire e ravvivare quelle emozioni provate in pellegrinaggio, mettendoci al servizio, ma soprattutto accanto,
a percorrere insieme il cammino;
un cammino fatto di amicizia, famiglia e fede.
Un abbraccio forte.
Giovanni e Giulia
Pisa, 15 novembre 2020
“ Da soli siamo forti ma insieme siamo invincibili ”
Descrivere in poche righe la mia esperienza
all'Unitalsi rischia di essere riduttiva e alquanto
stringata. Di certo però non potevo rimanere sorda
alla richiesta di testimonianza. Ricordo ancora, il mio primo giorno in questa Grande Famiglia e ricordo
ancora il calore che ognuno, con un sorriso o un
abbraccio, mi ha infuso. Non scorderò mai quella
sensazione, come se avessi trovato il mio posto.
Sentivo che dovevo essere lì, in quel momento e con quelle persone, che in poco tempo sono diventate la mia comunità ed il mio quotidiano. È bello fare parte di un qualcosa, a cui hai scelto liberamente di appartenere e in cui ti ci ritrovi in maniera così forte.
Questo è ciò che mi porto dentro della Mia Unitalsi:
il senso di appartenenza, il senso di famiglia, di calore, di affidamento. Sono cresciuta davvero molto in questa esperienza, ho capito che da soli siamo forti ma,
insieme siamo invincibili; che il bene non si dice, si fa ogni giorno, in silenzio nella cura dell'altro;
che montare uno spettacolo di fine anno, con tutte le difficoltà del caso, le mille prove, le ore spese ma
anche, quei sorrisi, quella gioia, quella speranza..
rimarrà uno dei momenti più significativi e intensi
della mia vita.. quindi grazie di tutto dal profondo
del cuore, siete sempre con me.
Giulia Trippetti
Milano, 16 novembre 2020
“ Dell’Unitalsi ho un bellissimo ricordo ”
Ciao a tutti,
devo confessare che non sono mai stato un cattolico
fervente, però ho sempre cercato di rimanere aperto a nuovi stimoli e ho sempre cercato di credere, anche sè a modo mio. Forse sono più spirituale che credente.
Ognuno in fondo ha il proprio modo di avvicinarsi alla religione e al credo.
Dell’esperienza con l’Unitalsi ho un bellissimo ricordo. A volte mi sembrano passati solo cinque minuti.
Ricordo con emozione e piacere il pellegrinaggio a
Civitavecchia, le nostre riunioni, i canti d’oratorio con la chitarra di Angela. Le vacanze insieme sono state veramente “insieme” e lo stare con gli altri, non solo ti fa divertire, ti distrae, ma ti forma, ti insegna che
nonostante le difficoltà e le brutture di questo mondo,
è gratificante aiutare gli altri. Se uno guarda con attenzione esistono tante cose per cui gioire, nonostante appunto il male che c’è in giro. Voi, me le avete fatte vedere e apprezzare, queste cose belle. Pochi giorni fa è venuto a mancare un nostro caro amico di famiglia, ancora troppo giovane. Quando un padre di famiglia se ne va così all’improvviso, ti chiedi il perché, ti chiedi dove è Dio in tutta questa sofferenza. Eppure, ne sono convinto, Dio c’è. Se esiste un disegno sopra di noi, è un ricamo laborioso, troppo difficile da capire a volte, ma non bisogna arrendersi nel cercare risposte, sforzarsi di dare il meglio di noi stessi. Aiutare gli altri, dare amore agli altri, in fondo è la cosa più bella che possiamo fare, è un gesto stupendo che rimarrà anche dopo
il nostro passaggio in questo mondo, questo mondo così sgangherato.
Sto riguardando le nostre foto, foto di cene, momenti di preghiera, vacanze al mare, meeting tra giovani e
volevo ringraziarvi. Tutti siete stati fondamentali, ma un ringraziamento speciale mi sento di mandarlo a
Miranda, Gabriella, Paola, Maura, a Chiara per la sua simpatia e voglia di vivere, a Gabriele che quando meno me lo aspetto spunta fuori come un grillo mentre
sono al supermercato a fare la spesa!
A Marco e al suo magico violino che ha impreziosito la presentazione del mio libro. Siete stati presenti anche alla mia laurea, non lo dimentico.
Prego sempre più spesso e ogni tanto sento il desiderio di entrare in una chiesa e mettermi in raccoglimento. Anche questo è merito vostro, per cui grazie ancora. Scusate se mi sono dilungato.
Un saluto, con profondo affetto,
Luca Poli
Pisa, 18 novembre 2020
“ Mettendoci in gioco si può dare il massimo
ed essere migliori ”
Sono stata molto contenta quando mi hanno contattato per una testimonianza.
Questo 2020 è stato un anno molto difficile, mi sono
sentita spesso sola e isolata e sapere che qualcuno con cui ho condiviso tempo ed esperienze si sia ricordato
di me è stato un raggio di sole inaspettato.
Il mio anno con l’Unitalsi.
Vediamo, ho tante cose da dire e non so da dove cominciare per riuscire ad esprimermi bene, ma che sono una chiacchierona lo sapete tutti, non ve lo devo dire io!
Iniziai il servizio civile con molte aspettative ed idee, pensando che avrei dovuto fare tanto, dire la mia,
apportare novità, spunti e chissà che altro.
Mi sono invece ritrovata in un mondo che da fuori non era immaginabile. Ho trovato persone e compagni di ogni età sempre disposti a mettersi in gioco, condividere e condividersi con gli altri. Ho trovato amici di
lunga data e nuovi arrivati pronti a darsi la mano e collaborare, ho visto spesso la stanchezza sui volti scomparire per permettere ad altri di sorridere.
Ho trovato un punto incontro pieno di ragazzi che mi hanno resa felice, mi hanno fatto capire che tutta la mia ansia di dover dare qualcosa non era necessaria perché alla fine sono stati loro a dare tantissimo a me.
Alla fine il servizio civile è una sorta di “lavoretto”
e io non mi aspettavo di essere invece trattata come una sorella e una figlia.
In quei lunghi, freddi e piovosi mesi dell’inverno pisano mi sono sentita a casa, aiutata e sorretta da qualcuno che io stessa avevo il piacere di aiutare.
L’esperienza con l’Unitalsi mi ha cambiata profondamente, mi ha fatto capire che mettendosi in gioco si può dare davvero il massimo e si può essere migliori.
Ho imparato che dare e ricevere sono due concetti
inscindibilmente legati, ma non come siamo abituati a intenderlo: dare per ricevere qualcosa in cambio non apporta niente; dare e basta invece ti permette di
ricevere la vera felicità.
L’Unitalsi mi ha insegnato che donarsi implica sempre ricevere in maniera indiretta, spesso sotto forma di
calore nel sorriso di chi ti sta intorno, di ascolto, o sotto forma di una mano tesa nel momento in cui ne hai più bisogno.
Quello che facciamo ci contraddistingue per quello che siamo, per questo non ringrazierò mai abbastanza
l’Unitalsi per avermi insegnato a fare oltre che
ad essere.
Un abbraccio,
Patrizia G.
Siviglia, 20 novembre 2020
“ Con l’Unitalsi ho vissuto momenti unici ”
Ho conosciuto l'Unitalsi grazie al servizio Civile, forse per una coincidenza voluta dal destino perché dovevo
fare un altro progetto inizialmente; è stata una bella novità questa, sono contenta di essere arrivata in questa sede ed essermi trovata immediatamente a mio agio. Mi ricordo come fosse ieri la prima volta che sono entrata in sede, ansiosa e timorosa di sbagliare qualsiasi cosa.
Invece nulla, sono stata accolta e catturata con il giusto entusiasmo e la prospettiva di molte cose da fare nell'arco dell'anno.
Non vedevo l'ora, ero contentissima.
Purtroppo quest'anno è quello che è, appena entrata a febbraio ho avuto giusto il tempo di conoscere qualcuno e siamo andati tutti in lockdown. Mi sono persa molte cose, i viaggi, le uscite con i ragazzi, le attività in sede, le cene per conoscersi meglio; ma va bene, me ne sono fatta una ragione come tutti. Lá dove la nostra quotidianità era bloccata abbiamo iniziato a fare progettini online, abbiamo giocato insieme su skype, abbiamo catturato con le
foto il nostro pranzo di Pasqua, abbiamo cantato tutti
insieme e poi abbiamo persino fatto una bellissima festa live a fine luglio. È stato ugualmente bello, mi sono divertita un sacco insieme a tutti i ragazzi, ho riso di cuore e mi sono commossa più volte.
Quindi vi ringrazio per avermi fatto superare questo brutto anno con tanta gioia nel cuore e momenti unici.
Giada
Pisa, 23 novembre 2020
“ Unitalsi: accoglienza sincera, amichevole e festosa ”
Ho conosciuto l’UNITALSI di Pisa quando sono entrato in Seminario. Dal primo incontro non è stato difficile familiarizzare coi ragazzi e i volontari. Ciò che immediatamente ho trovato in quell’ambiente è stato infatti un clima di famiglia, fatto di relazioni gratuite e coinvolgenti, amichevoli e piene di affetto. Ed è stato facile inserirsi in quella familiarità grazie a un’accoglienza sempre sincera, amichevole e festosa. Sebbene non sia mai riuscito a essere presente come avrei voluto e a rendere più regolari i nostri incontri, le amicizie unitalsiane sono state una presenza costante e preziosa nei momenti più importanti del mio cammino di formazione al sacerdozio, e non solo. Ciò che prima di tutto ho ricevuto in dono dall’UNITALSI di Pisa sono state dunque delle amicizie, delle relazioni, che nella mia mente corrispondono a dei volti ben precisi e nel mio cuore a delle storie fatte di donazione e generosità. Quelle relazioni sono nate e si sono rafforzate grazie a un altro grande dono ricevuto dall’UNITALSI: le esperienze di servizio e vita condivisa.
Penso in particolare alla prima di queste esperienze, ovvero il soggiorno al Calambrone dell’estate del 2015. In quell’occasione abbiamo avuto modo di conoscerci, di stare insieme più a lungo, di pregare, di divertirci… e di fare un po’ di mare! Direi che è stata quella la vera consacrazione della nostra amicizia. È stata una grande opportunità per sperimentare quella gratuità e quella cordialità nel servizio tipiche della famiglia unitalsiana. Sì, nell’UNITALSI ho visto una famiglia poiché familiare è l’aria che lì si respira e che permette di vivere qualsiasi esperienza - da quella formale alla più festosa - con naturalezza, spontaneità e nella continua attenzione all’altro: è l’essenza del Vangelo!
Consacrata dal sole del Calambrone, la nostra amicizia si è approfondita in tante altre occasioni di incontro a Pisa ma soprattutto nell’aria (gelata) di Loreto: indimenticabili i due pellegrinaggi di Loreto giovani del 2017 e del 2018 che hanno visto la collaborazione dell’intera comunità del Seminario coi ragazzi e i volontari più giovani. Due opportunità che hanno consentito anche agli altri seminaristi di conoscere la realtà unitalsiana tra convivenza e preghiera, attività e festeggiamenti. E poi la meraviglia di vedere quanti giovani sono impegnati nell’UNITALSI e quanto bene può nascere da una reale amicizia evangelica. Il tutto alimentato e sostenuto dal clima unico della Santa Casa che ci ha lasciato un tesoro di ricordi e di emozioni, un vero dono per la nostra formazione.
Spero e mi auguro che gli amici dell’UNITALSI restino una presenza costante e riferimento certo nel mio futuro cammino. Nel frattempo ringrazio tutta la sezione pisana per l’esempio evangelico e umano che sempre sa donarmi e attendo con curiosità e fiducia le prossime occasioni di incontro che la Provvidenza ci sta preparando. Grazie!
Lorenzo Correnti
Roma, 25 novembre 2020
“ Camminare insieme ”
Nel 2016 sono andato a Lourdes per un pellegrinaggio personale e lì ho intravisto una realtà che ancora non conoscevo.
Alcuni mesi dopo, quando sono venuto ad abitare a Pisa, ho potuto guardare questa realtà negli occhi: era l’Unitalsi. Per mezzo del suo assistente spirituale, don Francesco, sono stato presentato ai ragazzi e pian piano ho conosciuto meglio ognuno di loro.
All’inizio non sapevo cosa fare e non avevo idea di come aiutarli… Alla fine ho scoperto che l’Unitalsi è come una famiglia e che per loro ciò che importa davvero è che diventiamo fratelli.
Se è vero che ridere è una terapia e il sorriso
è una medicina, allora potrei dire che negli incontri dell’Unitalsi e nei suoi pellegrinaggi tutti ricevono una sorta di trattamento. Sì, tutti davvero, perché in molte occasioni non mi sentivo più un volontario, ma mi sembrava di essere io a ricevere qualcosa da loro.
E quanto ne ho ricevuto! Per ogni sorriso che donavo, ne ricevevo altri dieci… Ogni abbraccio, ogni battuta, ogni gioia, ecco, da loro tutto si moltiplica in modo da scandalizzare qualsiasi matematico! Poi, che dire delle canzoni? Parlo di quelle che abbiamo cantato nel refettorio a Loreto. Beh, è impossibile restare indifferenti quando il “coro” toscano tira fuori tutti i suoi tenori e i tavoli diventano strumenti musicali… Solo chi ne ha partecipato può capire!
Dovrei menzionare anche i balli che abbiamo fatto in quei venerdì che sono venuto da loro?
Meglio lasciar perdere…
Infine, vorrei aggiungere che l’esperienza di camminare insieme all’Unitalsi di Pisa mi ha fatto vedere le cose da un’altra prospettiva: più vera e più umana… E anche più bella! La vita può sì avere dei limiti, ma questi stessi limiti possono essere superati quando siamo accanto alle persone giuste.
I ragazzi che ho conosciuto lì mi hanno insegnato questo con il loro esempio e con la loro amicizia.
Grazie di cuore!
Tiago Siqueira
Pisa, 27 novembre 2020
“ Xmas ”
Al 5 di via S. Apollonia, Pisa, è sempre Natale.
È Natale ogni volta che capita di fermarsi a fare
una merenda insieme.
È Natale se nel sorriso di chi ti sta vicino ci trovi
riflessa la tua gioia.
È Natale quando apri il portone ed incontri i tuoi amici.
È Natale anche quando sei stanco, nervoso, dispiaciuto,
e trovi sempre un abbraccio pronto per te.
È Natale la musica, è Natale il coro, è Natale il gioco,
è Natale una preghiera insieme.
È Natale il profumo dei dolci appena sfornati, o di un
caffè preso in compagnia.
È Natale esultare insieme quando segna l’Italia.
È Natale anche andare alla Stazione e salire, emozionato, su un certo treno.
È Natale ogni momento vissuto per gli altri.
È Natale vivere tutto questo, sempre, per tutto l’anno.
A Pisa, al 5 di via S. Apollonia, è sempre Natale.
Roberto M.
Pisa, 27 novembre 2020
“ Con l’Unitalsi ho iniziato un percorso
di cambiamenti nella mia vita ”
La mia esperienza in Unitalsi è iniziata nel lontano 2004 facendo servizio verso alcune famiglie con gli Agesci Scout Platania 1. Nel 2011 trovandomi a Pisa, per svolgere i miei studi ho pensato di fare il Servizio Civile. Doveva essere per me un servizio in cui sentirmi utile e ricevere tanto.
Così decisi di svolgerlo presso l'Unitalsi della sottosezione di Pisa e iniziai nel Giugno del 2012. Qui è iniziato un percorso di cambiamenti nella mia vita, la maggior parte in bene. Sono passati tanti ,diversi anni adesso, ma non dimentico nessuno dei ragazzi e nessuno dei volontari che in me hanno trasmesso tanto. Con alcuni è rimasto un legame unico e indissolubile. Il mio progetto mi portava a vivere il Punto Incontro della sottosezione di Pisa, dove con i ragazzi si passavano diverse ore insieme, a ridere, sorridere, pensare, cantare, riflettere, lavorare, colorare, giocare e pregare. Con il progetto riuscimmo a confrontarci anche con le famiglie dei ragazzi ed è stato come vivere in una "grande famiglia", dove ci si aiuta e si risolvono i problemi anche solo con un sorriso, ma uno dei tanti insegnamenti ricevuti, è l'Ascolto, ascoltando storie di vita.
Il Punto Incontro per me è stato un punto di fratellanza e unione. Avevamo fatto un treno (il treno Unitalsi) in cartone, dove poter raccogliere ogni anno foto diverse ma anche pensieri... chissà se c'è ancora.
Quello era il treno del sorriso dove ognuno dei ragazzi di Punto Incontro ha dato il suo contributo: ha lasciato il segno o il suo pensiero.
Nella mia esperienza unitalsiana ho conosciuto anche la realtà della Casa Famiglia Cassiopea, una realtà in cui ho appreso molto del vero servizio verso il prossimo, una realtà concreta di solidarietà e passione , dove vivono sei ragazzi SPECIALI. Con loro ho avuto la fortuna di fare due pellegrinaggi uno particolare a Loreto, posto che mi ha fatto riflettere e mi ha fatto abbracciare ancora di più la famiglia Unitalsiana, facendomi capire ancora di più, dopo l'esperienza Scout, il sorridere anche nelle difficoltà. In Unitalsi (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati A Lourdes e Santuari Internazionali) nulla è Impossibile ma tutto diventa Possibile.
Infine ringrazio tutti i ragazzi che ho incontrato in questa mia esperienza e con cui ho vissuto sia momenti di spensieratezza, felicità sia momenti difficili ma sempre poi ritornando a sorridere. Non smetterò mai di ringraziare la mia OLP Veronica per le opportunità e insegnamenti dati. Ringrazio tutte le persone, i volontari di Punto Incontro che mi hanno fatto conoscere e mi hanno supportato nella mia esperienza nell'associazione. Faccio qualche nome, ma ognuno di loro comprende tutto il mondo di Punto Incontro: Teresa, Giovanni, Roberto, Angela, Miranda, Gabriella, Paola, Franceschino, Andrea, Benedetta, Giulia, Gabriele, Lara, Debora, Paolo, Luca...Tutti.
Una delle esperienze che mi hanno fatto conoscere meglio i ragazzi, è stata la vacanza a mare a Senigallia dove ho vissuto giorni di servizio a stretto contatto con loro. Esperienza importante per la crescita del mio servizio. In alcune occasioni abbiamo vissuto bei momenti di spensieratezza.
L'Unitalsi è una realtà che consiglio a tutti di conoscere e a cui avvicinarsi. In Unitalsi a Pisa ho conosciuto una grande famiglia di cui mi sento ancora parte. Ho trovato un sostegno reciproco nel bene e nel male, un accompagnare ed essere accompagnati.
Chissà magari un giorno farò proprio con voi il pellegrinaggio a Lourdes!!!
Domenico Nicolazzo
Milano, 28 novembre 2020
“ Tu sei bellezza…. ”
Molte volte mi sono chiesto il significato di questa parola, bellezza. Molte volte l’ho cercata, tante volte ho faticato a trovarla, sentendo però il desiderio forte di essere abbracciato da questa bellezza, perché, si dice in giro, che sia una cosa fantastica. Si dice che quando la incontri, quando te la trovi davanti agli occhi, poi, non ne puoi più fare a meno.
La bellezza sta nelle cose belle. E non ne puoi fare a meno, perché le cose belle sono quelle che ti fanno svegliare la mattina, sono quelle che ti spingono a vivere al meglio questa vita che ti è stata donata e che non puoi non trasformala in dono, per te, ma soprattutto per gli altri. Le cose belle sono quelle che alla sera, se le ripensi, ti fanno sentire fortunato e contento, per le gioie che hai ricevuto, durante la giornata trascorsa, fra impegni di lavoro e di studio.
Le cose belle sono anche quelle che, nei periodi faticosi e difficili della vita, corrono verso di te, ti sostengono e ti soccorrono per darti uno slancio nuovo e rinascere.
Ed è proprio in uno di questi periodi della mia vita che ho sentito di aver fatto esperienza di una cosa bella, anzi di più, bellissima! Una città, un gruppo di giovani ragazzi e ragazze, un pellegrinaggio. Un tema: tu sei, bellezza!
A marzo del 2019 ho avuto la bella opportunità di andare in pellegrinaggio a Loreto con ragazzi dell’unitalsi di Pisa per incontrare tanti altri giovani che, percorrendo le strade di tutta Italia, nel loro percorso di fede e amicizia, camminavano verso Loreto per vivere bellezza, per raccontarsi, stando insieme.
A distanza di tempo, con anche una pandemia nel mezzo, mi viene in mente una bellissima poesia musicata dai Modà dal titolo “come un pittore”. Con tenerezza, quei versi mi riportano ai giorni trascorsi a Loreto, in qualche modo disegnati su una grande tela, realizzata con pennellate di tanti colori. Colori diversi proprio a raccontare e poter trasmettere esperienze ed emozioni che hanno abitato e continuano ad abitare il mio cuore. Esperienze ed emozioni che ho condiviso, anche se per pochino, con dei giovani straordinari.
Giallo come il sole, come la luce che proveniva dagli occhi dei ragazzi. Occhi aperti a far vedere un pezzettino della loro anima. Anima che si affidava completamente a te, anche per le cose più semplici quasi a voler dire “sei importante per me” quando in realtà, forse, ero più io ad aver bisogno di loro. E poi sempre giallo, come quella grande luce che brillava, invece, negli occhi di tutti i giovani volontari che, attraverso il loro servizio appassionato, senza sé e senza ma, sono riusciti a regalarmi, ancora una volta, il significato del vero senso della fratellanza nell’amore e cioè che c’è più gioia nel dare che nel ricevere. E quei giovani erano davvero felici!
Verde come la speranza. E sorridendo, era la speranza di arrivare in tempo agli appuntamenti, alle preghiere e alle varie attività. Era la speranza di non trovarsi un brodino per cena, bensì un bel piatto di pasta asciutta. Ma poi c’era anche lei, la grande speranza. La speranza, per me, di continuare a mantenere le amicizie e le relazioni nate in quei giorni. La speranza di portare a casa la vitalità e la gioia vissuta in quei momenti per farne un tesoro prezioso.
Rosso come le cose che mi fai provare. E le cose che ho provato sono state davvero tante. In quella piazza, davanti al santuario, che per tutto il giorno era stata teatro di passeggiate, di preghiere e processioni, a sera poi, si era trasformata in una discoteca a cielo aperto. E fra le note dei Sun e i balli di gruppo ci siamo scatenati e divertiti come dei pazzi. Quante risate. Quanto divertimento. Che bellezza che ho provato nel farmi catturare dall’entusiasmo e dalla vitalità!
Azzurro come te, come il cielo e il mare. Infine c’è l’azzurro. Qualcuno dice che l’azzurro è il colore della calma, dello stare in silenzio. Altri dicono che è il colore della spiritualità. A me l’azzurro ricorda tutte le occasioni che abbiamo avuto per pregare, celebrare e stare insieme a Gesù. Penso e confido che il segreto della grande bellezza di quei giorni stia proprio in quelle due letterine: Te. È Gesù, grande come il cielo e come il mare. Gesù che come un amico, ogni volta, fa capolino nella mia vita in tutto quello che faccio e nelle persone che incontro.
Cari ragazzi e giovani dell’unitalsi, grazie. Grazie, perché siete voi “bellezza”. Siete stati e continuerete ad essere voi “grande esempio” d’amore per me e per tutti. Vediamoci presto, possibilmente senza mascherina, per tornare ad abbracciarci e a ballare e a cantare insieme: “Oh mama mama mama, Oh mama mama mama, sai perchè mi batte il Corazon, ho visto l’UNITALSI, ho visto l’UNITALSI, Oh mammà inamorato son.
Francesco Federico
Pisa, 30 novembre 2020
“ Qui regna un clima d’amore fraterno”
Ho conosciuto l’UNITALSI sul finire del 2018 e subito dal primo incontro ho avuto un grande interesse per quest’associazione. Qui regna un clima d’amore fraterno, un amore che nasce nell’incontro con l’altro, dove l’altro chiede solamente di essere amato com’è.
Ho ricevuto una testimonianza viva che mi ha profondamente marcato ed ha influito sul mio discernimento vocazione. Così, ho continuato a partecipare alle attività organizzate dall’UNITALSI.
Nel marzo 2019 ho partecipato al pellegrinaggio nazionale giovani a Loreto, un’esperienza bellissima!
Non solo mi ha aiutato a pregare, ma mi ha anche aiutato a riflettere sul perché si debba pregare e sul perché mi sento chiamato a testimoniare la bellezza del Vangelo con la mia vita, mettendomi al servizio dei miei fratelli.
Ho imparato il significato dell’essere mite e soprattutto l’arte dell’ascolto. Oltre alle ore liturgiche, più bello è stato quando la sera, dopo aver pregato a tavola, si scherzava, si cantavano gli inni dell’UNITALSI e si giocava battendo le mani sul tavolo a ritmo di musica. Era il momento in cui sentivo di essere tutti radunati nel nome dell’unico Dio in tre persone, per esprimere la nostra gratitudine e il dono della vita.
Come mi sono divertito!
Grazie UNITALSI e pregate per me.
Simon Pietro
Pisa, 2 dicembre 2020
“ Ho fatto molte esperienze con l’Unitalsi ”
Finita la scuola superiore , tramite l’assistente sociale, cercavo qualcosa da fare, un posto dove trovarmi bene nonostante il mio carattere un po’ chiuso.
Quando mi proposero l’Unitalsi, i primi tempi ero titubante e stavo un po’ sulle mie.
Ma con il tempo ho imparato a conoscere tutti, volontari e ragazzi, e dopo aver preso un po’ di confidenza, mi sono integrato e stavo bene con tutti.
Ho fatto varie esperienze con l’Unitalsi: dal pellegrinaggio a Loreto dei giovani, dalle uscite al mare al Gombo o al soggiorno estivo, alla minicrociera all’isola del Giglio…
A Lourdes sono stato solo una volta ma oltre alla
bellezza dello stare insieme e la magia del luogo ho
sentito molto la stanchezza del viaggio e dell’intenso programma.
In questo periodo in cui non possiamo uscire e vederci spero solo che tutto torni presto com’era prima.
Andrea Caracappa
Pisa, 4 dicembre 2020
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